Giornata internazionale delle foreste: ecco le 10 più belle del mondo

Da quando ho memoria, ho sempre amato la natura, e ho sempre provato un grande senso di pace ogni volta che mi ci trovavo in contatto, che fosse montagna o mare, campagne o colline. Ma, se proprio dovessi scegliere l’ambiente naturale che amo di più, quella scelta ricadrebbe sulla foresta. Più che in qualsiasi altro luogo, i boschi sconfinati mi hanno fatto sempre sentire come se mi trovassi nel posto giusto per la mia anima, come se tra gli alberi e le loro fronte alte, tra muschio e fiori, rami e ruscelli, qualcosa dentro di me rispondesse a un richiamo antico. Inoltre, come sapete se siete miei lettori abituali, sono una grandissima amante del fantasy, e niente ispira la mia fantasia più di un bosco immerso nella nebbia, o illuminato dai raggi del sole che fanno capolino tra le chiome. Non è un caso che, in quasi tutte le storie che scrivo, ci sia sempre una foresta dove il protagonista si trova per qualche motivo, e non è un caso che molto spesso mi ritrovo a scattare foto tra gli alberi. Il mio legame con i boschi è profondo, e quale occasione migliore c’è per celebrarlo? Oggi, 21 marzo, è la Giornata Internazionale delle Foreste, un’evento instituito nel 2012 dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di conservare e preservare questi luoghi, così speciali per mille motivi diversi. Per contribuire, nel mio piccolo, a questa importante causa, voglio condividere con voi alcune delle foreste più belle del mondo. Guardandole possiamo sognare insieme, trovare nuovi luoghi da aggiungere alla nostra #bucketlist di viaggi, ma anche ricordarci quando il nostro pianeta sia stupendo, e quando sia importante conservarne la bellezza.

Foresta di Paneveggio, Italia

Foto di: italymagazine.com

Tra tutti i boschi sconfinati che colorano le nostre Alpi, uno dei più magici e speciali è la Foresta di Paneveggio, parco naturale che si trova nel Trentino orientale, in particolare tra la Valle di Fiemme e le Valli del Primiero e Vanoi. Pini, Larici e abiti si stendono sui pendii montuosi a perdita d’occhio, mentre dal verde fanno capolino vette rocciose maestose, come quelle della catena del Lagorai. A rendere davvero incantata questa foresta magnifica, però, è una qualità tutta particolare che hanno i suoi alberi. Il loro legno, infatti, ha delle caratteristiche molto particolari dovute alla crescita lenta, all’esposizione al sole e a un mix di umidità e calore: tutte qualità che lo dotano di una capacita incredibile di propagare il suono, e di amplificarlo in modo eccezionale. Proprio per questo, fin dagli inizi del 1600 i liutai di tutto il mondo si sono recati nella Foresta di Paneveggio alla ricerca del legname perfetto per le loro creazioni. Paneveggio, da allora, viene chiamata la Foresta dei Violini, e pare che lo stesso Stradivari ci sia andato più volte, per scegliere personalmente gli alberi più adatti a creare i suoi prestigiosi strumenti musicali. La foresta ha subito una gravissima ferita nel 2018, quando la tempesta Vaia si è abbattuta sul Nord Est Italia e ha abbattuto oltre nove milioni di metri cubi di legname. Molti magnifici alberi suonanti si sono spezzati, e intere aree boschive sono scomparse in una notte, e oggi tutta la regione si sta impegnando per riportare la magica foresta al suo antico splendore.

Foresta Nera, Germania

Foto di: pixabay.com

La Foresta Nera è un meraviglioso bosco collocato nella zona sud-occidentale della Germania e rappresenta la più grande area boschiva della regione. Il suo nome particolare deriva dal colore scuro, quasi nero, dei tronchi degli alberi, una caratteristica che rende davvero suggestivi i panorami delle strade che attraversano la distesa boschiva. La Foresta Nera si estende per 160 km, e oltre a proporre attrattive naturali incantevoli, tra i suoi alberi custodisce anche fiumi, laghi, e splendidi paesi romantici nascosti tra le fronde verdi. Il prodotto più tipico della Foresta Nera è l’orologio a cucù, prodotto proprio dal legno locale: seguendo la Strada degli Orologi non solo si attraverseranno alcune delle zone più belle del parco naturale, ma anche una serie di borghi e lavoratori dove scoprire quest’arte antica e affascinante.

Foresta di bambù di Arashiyama, Giappone

Foto di: Daniel Peckham (500px.com)

Basta guardare qualche immagine per capire come mai la Foresta di Arashiyama sia considerata una delle più belle del mondo. La sua unicità è di essere composta interamente da piante di bambù, che creano un ambiente di assoluta pace e relax. Situata a ovest di Kyoto, la foresta di bambù accoglie i visitatori nei suoi meandri grazie a un ampio sentiero, che come un sogno di snoda tra alti tronchi e antichi palazzi. Arashiyama ha anche un’altra particolarità: non tutti lo sanno, ma le canne di bambù produco un suono davvero raro e unico, che sembra davvero una melodia magica. Questo canto incredibile si può ascoltare solo tra gli alti steli della foresta di Arashiyama, un fenomeno così particolare che il governo giapponese ha annoverato il canto del bambù tra i cento suoni da preservare.

Giant Forest, Sequioia National Park, California

Foto di. travel-assets.com

Certe volte ci dimentichiamo di quanto siamo piccoli, rispetto al mondo che ci circonda. Un buon modo di ricordarselo è fare una passeggiata nella Giant Forest, incredibile foresta all’interno del celebre Sequoia National Park. Camminare in questo incredibile parco naturale della Sierra Nevada, in California, vuol dire scoprire i sequoia, gli alberi più grandi del mondo: all’interno del parco ce ne sono 8.000, e cinque di questi sono considerati gli alberi più grandi del mondo. Il re del parco è il Generale Sherman, una sequoia antichissima che ha un diametro di base di 10 metri. Ma percorrendo anche solo una parte dei 64 km di sentieri che si snodano nella Giant Forest, sono decine e decine le sequoia millenarie che lasciano letteralmente senza fiato. Se ne trovano anche di cadute, che sono state trasformate in delle vere e proprie gallerie naturali.

Redwood National Park, California

Foto di: pixabay.com

Oltre alla Giant Forest, uno dei luoghi più suggestivi per ammirare le giganti sequoie è il Redwood National Park, parco nazionale negli Stati Uniti che si allarga lungo le coste californiane dell’Oceano Pacifico. L’area è composta da 45.500 ettari di bosco, e al suo interno comprende le particolari “coast redwood”, sequoie dal tronco rossastro, ma anche praterie, coste e specie animali rare come i leoni marini e le aquile di mare testabianca. Il parco, essendo così enorme, ha tantissime zone di interesse naturalistico. Tra le più suggestive troviamo il Big Tree Circle Trail, sentiero dove si possono incontrare le sequoie più grandi e antiche del parco, e la Newton B Drury Scenic Parkway, incredibile strada panoramica che porta al Big Tree e che è circondata da cattedrali di alberi immensi.

Tongass National Forest , Alaska

Foto di: audubon.org

L’Alaska è una delle ultime frontiere davvero selvagge rimaste nel mondo. Pochissimi abitanti e un’area enorme hanno reso lo stato americano un vero paradiso naturalistico puro e incontaminato. La massima espressione di questo mondo wild la fornisce la Tongass Forest, un’area boschiva che si estende per circa 1.530.000 chilometri quadrati coprendo quasi tutto il sud-est dello stato. Si tratta della foresta pluviale temperata più estesa del pianeta, e uno degli ecosistemi più rari della terra. Oltre ad essere maestosa e magnifica, la Tongass Forest è davvero preziosa: al suo interno vivono specie rare come l’astore, il lupo, le balene megattere, le orche e i salmoni selvatici, oltre orsi bruni e aquile, e i ghiacciai che si alternano ai boschi risalgono addirittura al Pleistocene. Dal 2001 la foresta del Tongass è tutelata dalla cosiddetta “roadless rule”, che proibisce la costruzione e la manutenzione di strade, coì come la raccolta di legname, eppure nonostante questo l’amministrazione Trump ha cercato di distruggere questa magnifica area naturale autorizzando il disboscamento per la costruzione di strade. Fortunatamente l’America tutta si è mobilitata, e Trump ha perso le elezioni trovandosi costretto ad abbandonare il suo folle progetto.

Foresta arcobaleno, Hawaii

Foto di: pixabay.com

Nell’isola di Maui, nell’arcipelago delle Hawaii, la natura cresce rigogliosa, verde e splendente. Ma c’è un luogo in particolare che fa rimanere a bocca aperta: si chiama la Foresta Arcobaleno, si trova ad Hana ed è un bosco dove gli eucalipto crescono giganti e selvatici. A dare il nome a questo bosco incantato è proprio una particolarità di questi alberi, in particolare di una tipologia rara di eucalipto che cresce solo in questa zona e che cambia la corteccia più volte l’anno. Proprio questo fenomeno crea tantissime stratificazioni sul tronco dell’albero, che si presenta con sfumature di verde, giallo, viola e rosso, proprio come un arcobaleno. Immaginate questo fenomeno ripetuto su decine, centinaia, migliaia di alberi tutti uno vicino all’altro: passeggiare nella Rainbow Forest è come camminare dentro un caleidoscopio dai mille colori.

Caddo Lake, Louisiana/Texas

Foto di: Louis Vest (flickr.com)

Tante volte si sente dire che camminare in una foresta è come camminare dentro un santuario, e nessun luogo rappresenta meglio questa affermazione come il Caddo Lake, con la sua particolare Foresta Allagata. Proprio qui infatti, in questa terra di confine dove vivevano i nati americani della tribù Caddo, si estendono 25.400 acri di cipressi, che affondano le loro radici tra la terra e l’acqua. Si tratta della foresta di cipressi più grande del mondo, e grazie alle particolari condizioni atmosferiche della zona umida, gli alberi sono cresciuti in modo spropositato, e presentano tronchi lunghi, rami fitti, e fronde cariche di muschi e licheni che hanno creato delle atmosfere surreali, quasi inquietanti, proprio come quelle di una fiaba.

Foresta Amazzonica, Sud America

Foto di: wallpaper.wiki

Non ha bisogno di presentazioni, perché è la Regina di tutte le foreste. Lei è la Foresta Amazzonica, un polmone verde che si estende per 7 milioni di km² soprattutto in Brasile, ma che con la sua immensità arriva a toccare anche Colombia, Perù, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana francese. Si tratta della foresta più grande del mondo, composta da da circa 390 miliardi di alberi e 16.000 specie diverse: al suo interno, insomma, ci sono più alberi nella Foresta Amazzonica di quanti esseri umani ci siano in tutto il pianeta. Attraversata dal Rio delle Amazzoni, la Foresta Amazzonica è unica al mondo, affascinante con la sua incredibile biodiversità di piante e animali, e non è un caso che sia considerata una delle sette meraviglie naturali del mondo. Purtroppo, questo luogo antico e prezioso è costantemente minacciato da incendi, deforestazione e inquinamento, e la lotta è continua per cercare di proteggere questo ecosistema così essenziale per il nostro pianeta.

Boschi delle Dolomiti, Italia

Ultima, ma non ultima, la foresta che occupa il posto più importante nel mio cuore. Sono i boschi delle Dolomiti, una sconfinata quantità di foreste profumate e colorate, composte principalmente da pini e larici. Dalla Val Pusteria alla Val Badia, dalla Val di Fassa alla Val Gardena, queste foreste offrono uno spettacolo unico in tutte le stagioni, anche se è in autunno che diventano particolarmente suggestive, quando come per magia si colorano di mille sfumature di rosso, arancione e giallo. Il mio cuore è qui tra questi alberi, dove si trovano tantissimi dei miei ricordi più belli: le passeggiate con la mia famiglia, mio nonno che sotto un grande pino mi raccontava le favole, mio padre che mi portava in spalla quando ero piccola, i picnic e le raccolte di funghi, i frutti di bosco mangiati appena raccolti e gli shooting fotografici con mio fratello, la prima volta che li ho fatti vedere a mio marito. Se penso all’essere felice, mi immagino qui tra questi boschi, in un giorno in cui le nuvole sono basse e corrono in mezzo agli alberi, l’aria sa di pioggia e le goccioline d’acqua scendono sottili, ticchettando sulle chiome.

“La mia casa si trova nel profondo della foresta, vicino alle radici della montagna.”
(Il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien)

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