my wedding day – Il mio matrimonio da favola in montagna

voglio raccontarvi un giorno magico e speciale, un giorno voluto con ardore, pensato in ogni minimo dettaglio, preparato con cura e amore. Un giorno in cui il sogno di una bambina si è realizzato. Una bambina che, guardando le chiesette a punta tra le sue amate montagne, si era detta che, se mai avesse avuto la fortuna di sposarsi, sarebbe dovuto essere lì. Proprio lì, in quel posto che sa di casa, con i suoi odori familiari, con la natura maestosa e immutata negli anni lì sotto quelle cime che l’hanno vista crescere, tra quelle fronde che custodiscono i ricordi preziosi di una vita, di affetti che non ci sono più, i ricordi di risate e lacrime e storie e amore. Ci sono voluti vent’anni, una famiglia fuori dagli schemi e uno sposo abbastanza pazzo da assecondarmi, ma oggi posso dire, a quella bambina, che ho realizzato il suo sogno: il 10 ottobre 2020 mi sono sposata tra le mie amate montagne della Val Pusteria, ho passeggiato con il mio abito da sposa sulle rive del Lago di Braies e ho festeggiato con le persone che amo guardando Valdaora, la mia piccola e bella Contea. E sono riuscita a farlo in un anno assurdo e surreale, con il rischio che tutto saltasse da un momento all’altro, con sacrifici da compiere e decisioni da prendere, con la paura costante di non farcela. Ma ce l’abbiamo fatta, alla fine. Ed è stata una giornata così piena di magia, gioia, amore e bellezza che ho bisogno di condividerla, di raccontarla, anche per dirmi che è stata reale, perché certe volte mi sembra come di aver vissuto un sogno.

La Vigilia

Questo racconto voglio che sia solo pieno di cose belle, e quindi non vi dirò perché, ma sappiate che siamo stati davvero molto vicini a non partire, la settimana precedente al matrimonio. Non so per quale miracolo, siamo riusciti a lasciare Roma più o meno intatti e a raggiungere Valdaora, la nostra location, quattro giorni prima del grande evento. Non scherzo quando dico che qui sono praticamente a casa: la signora che gestisce gli appartamenti dove vado da quando sono nata è stata entusiasma fin dal principio per questo matrimonio, e come regalo ci ha offerto tutti gli appartamenti per noi e per i nostri ospiti, che per via della situazione virus (che a ottobre stava iniziando a sfuggire rapidamente di mano di nuovo) erano ridotti a 25 intimissimi. Questo posto sa di casa. Qui sono cresciuta anno dopo anno, qui mio fratello ha mosso i suoi primi passi, qui sono venuta con mio nonno che non c’è più, qui abbiamo festeggiato compleanni, qui abbiamo condiviso risate e momenti preziosi. I giorni precedenti al matrimonio, quindi, sono stati proprio come se li avessi passati a casa mia, tra gite e arrivi ed entusiasmo crescente.

La vigilia del matrimonio, poi, tutti e 25 gli ospiti si sono accordati per aiutare lo sposo a farmi una sorpresa, una serenata bellissima (non all’aperto, che c’erano a stento 10 gradi e ho una nonna ultraottantente) a suon di chitarra e delle nostre canzoni preferiti. Una serata di brindisi, canzoni, risate e allegria che ha stemperato l’emozione crescente per la giornata che ci aspettava l’indomani. Ce lo siamo goduto così tanto che abbiamo pochissime foto e video, quindi come introduzione al matrimonio vi lascio qualche foto delle nostre bellissime location: in ordine, gli Appartamenti Schnarf dove abbiamo alloggiato, il Lago di Braies dove abbiamo scattato le nostre foto, la chiesa di San Giacomo di Nessano che abbiamo scelto per la funzione (con un magnifico panorama su Valdaora) e il fienile di Alte Goste, l’hotel spettacolare che è stata la sede della festa.

Il giorno del matrimonio: i preparativi

Come ogni grande evento che si rispetti, la mattina del matrimonio è stata piuttosto intensa. La sveglia è suonata presto, e mi ha vista uscire nel freddo di una mattina d’autunno montano per raggiungere la parrucchiera, che si è divertita a crearmi questi boccoli vaporosi e bellissimi. Sono uscita da lì con ancora forcine e retine in testa, e poi a casa mi sono messa la “divisa da sposa”: camicia da notte, vestaglia e pantofole, e via con il trucco, che ha curato con amore mia zia. Mentre ero lì non sentivo quasi il caos di preparazioni e spostamenti che arrivava dal giardino, dove tutti gli ospiti iniziavano a radunarsi. Il vero caos, nel mio appartamento, è iniziato quando ho dovuto indossare il vestito.

Eravamo in netto ritardo sulla nostra tabella di marcia, e avere cinquanta asole in cui far passare il nastro per chiudere l’abito non ha di certo velocizzato i tempi. Mia mamma e mia nonna sentono ancora i crampi alle dita ripensandoci! Allaccia di qua, tira di là, alla fine riusciamo nell’impresa: l’effetto finale è stupendo, ma ricordatevi che se volete un abito alla medievale come il mio, fate un’allacciatura finta e nascondete sotto una zip. Parola di sposa.
In qualche modo siamo riusciti a non essere nemmeno troppo in ritardo, così mamma, nonna e gli ultimi ospiti si sono catapultati in chiesa (che per fortuna era a meno di dieci minuti di distanza), e io sono rimasta con papà, uno dei miei zii e i fotografi ad immortalare il look completo e l’uscita di casa.

La cerimonia

Arrivare in chiesa è stato surreale, per me. Non mi rendevo conto di essere effettivamente io la sposa, e di essere proprio lì, tra le mie Dolomiti, nel giorno del mio matrimonio. Contro ogni previsione, un sole splendente illuminava tutto, e sono entrata accompagnata da mio padre e dalla calda luce dell’autunno, oltre che dalle note del brano scelto per l’ingresso. Ovviamente non poteva essere una scelta comune, e per onorare il mio amore immenso per il fantasy, ho scelto i primi minuti di Feast of Starlight, dalla colonna sonora de Lo Hobbit.

Vedere finalmente la Chiesa addobbata con tutte le decorazioni che avevo progettato per mesi – il tappeto bianco, i rami di pino, le pigne, le candele, le foglie autunnali, le bacche rosse – è stato come essere entrata in un sogno. Solo vedere Luca che mi aspetta all’altare, bellissimo, felice e nervosissimo, ha reso tutto più reale, eppure ancora lungo tutta la cerimonia ho faticato a credere che fossimo davvero lì, nonostante tutti i problemi affrontati.

È stata una cerimonia semplice, emozionante, sentita e piena di amore. Il sacerdote che l’ha celebrata, scelto all’ultimo minuto per una serie di (s)fortunati eventi, ci aveva davvero preso a cuore, ed è stato come se un anziano hobbit della Contea lasciasse i suoi campi per unirci in matrimonio. Tutto è andato esattamente come doveva andare, e accompagnati dal suono del violino e del violoncello ci siamo promessi amore eterno, accompagnati dalle lacrime e dall’affetto di quei 25 intimissimi che avevano fatto di tutto per essere con noi. Siamo usciti dalla Chiesa in un tripudio di grida, risate e petali di fiori. Sì, il riso lo abbiamo bandito, un po’ perché non ci è mai piaciuto, un po’ perché non ci andava che poi rimanesse lì sul prato: abbiamo optato per petali di fiori secchi con i colori dell’autunno, e mai scelta fu migliore!

Il servizio fotografico

Ho pensato molto a dove andare per scattare le foto del servizio fotografico: sono tanti i luoghi che amo in quelle valli, e tutte avrebbero dato agli scatti un tocco di pura magia. Avevo pensato di scegliere un posto che non fosse troppo famoso, ma il Lago di Braies fin da subito mi è comparso nella mente: nonostante la fama enorme che ha raggiunto negli ultimi anni, questo è stato da sempre il posto che, più di tutti, mi ha trasmesso la magia della montagna. Quando ancora le barchette erano una manciata, la piattaforma era aperta a tutti e un solo parcheggio bastava a contenere tutte le macchine, io sognavo già un matrimonio su queste sponde. Per una serie di motivi non è stato possibile, ma dovevo avere almeno le foto lì, nel luogo che fin da bambina ispirava tutti i miei sogni e stimolava la mia fantasia. E così, Braies è stato.

Lo so che l’avrò ripetuto già almeno cinque o sei volte, ma non ho davvero parole sufficienti ad esprimere quanto questi scatti siano meravigliosi, e io per mestiere faccio la scrittrice. Sapevo che Alberto, Alessandra e Francesco erano bravi, da anni seguivo i loro lavori su Instagram, ma credo che qui si siano proprio superati, e non perché i protagonisti delle foto siamo io e mio marito (ok, un po’ anche per quello, ma ssssh): hanno colto espressioni segrete, sguardi nascosti e una naturalezza che, da sempre, caratterizza il nostro amore. Hanno colto la magia della montagna e dei suoi colori autunnali, e quell’atmosfera da fiaba che tanto mi è cara. Mi sono sentita come una principessa elfica che cammina tra i boschi con il suo amore, e guardare le foto mi fa rivivere ogni singolo istante di quei momenti speciali, che porterò nel cuore per sempre.

La festa in location

Avrei voluto che i momenti al Lago di Braies durassero per sempre, ma avevamo una festa ad attenderci, e che festa! Quando siamo arrivati ad Alte Goste tutto era tranquillo, e dall’esterno il nostro fienile era solo un comune fienile: solo il tappeto rosso e i fiori facevano intuire che, dentro, stava succedendo qualcosa di speciale. Non ci aspettavamo minimamente quello che ci ha accolto al nostro ingresso. Abbiamo aspettato le note giuste della canzone che avevamo scelto (la stessa con cui Luca mi aveva fatto la sua proposta, il 20 maggio 2018) e pensavamo di sfilare tra i nostri amici e parenti che battevano le mani. Ma i nostri amici e parenti non sono tanto normali, e quando siamo entrati siamo stati travolti da urla al megafono, trombe e trombette, coriandoli e stelle filanti, risate e brindisi, in un tripudio di gioia che ci ha davvero commosso nel profondo.

Il pranzo, che ve lo dico a fare, è stato sublime. Dagli antipasti – di cui vedete un assaggio qui sotto – alle portate principali (che tutti erano troppo impegnati a gustare per fotografare), la proprietaria e chef di Alte Goste ha superato se stessa, creando per noi un menu delizioso e perfetto. E poi il fienile, quanto era bello il fienile! Esattamente come lo avevamo sempre immaginato, con il legno e le lucine, le ghirlande di pino e le candele. Un altro dei miei sogni è sempre stato un matrimonio in stile country in un fienile, un po’ all’americana per intenderci: trovarlo, e trovarlo a Valdaora, è stata una magia oltre ogni mia previsione.

Tra risate, musica, vino, cibo e qualche lacrima, il pranzo è volato via in quello che è sembrato un istante. La parte più bella? Vedere il sorriso sui volti di tutti, la loro gioia pura nel festeggiare questo nostro momento speciale. Una gioia che ci ha commosso più di ogni altra cosa. Anche alla torta abbiamo voluto dare il nostro tocco: l’abbiamo scelta piccola e molto rustica, con i sapori di montagna (e il cioccolato, o lo sposo non mi avrebbe sposata!) e accompagnata da tanti piccoli e squisiti cupcakes.

I momenti dopo il taglio della torta sono stati commoventi, e hanno fatto piangere tutti, addetti ai lavori compresi. Avevo retto piuttosto bene fino a questo momento, a livello di lacrime, ma quando il mio cane si è avvicinato con questo cartello, quando io e Luca abbiamo fatto il nostro primo ballo tra le luci scintillanti intorno a noi, quando abbiamo ballato con mamme, papà e fratelli, non mi sono più trattenuta e ho pianto di gioia davanti alla bellezza di questi momenti speciali, che non dimenticherò mai.

Grazie!

È stata una giornata unica e sensazionale, meravigliosa e indimenticabile. Un vero sogno diventato realtà, da ogni punto di vista, grazie alla nostra tenacia e all’amore di tutti quelli che ci hanno accompagnati fino a lì, famiglie, amici e parenti che si sono stretti intorno a noi in un grande abbraccio, e che hanno fatto sì che questo sogno di sposarci si avverasse, e che si avverasse il mio sogno di bambina di sposarmi tra le mie montagne. Grazie anche ai nostri fornitori speciali, tutti dei ragazzi e delle ragazze adorabili e pieni di talento, che sono riusciti a dare vita a tutto quello che avevamo immaginato.

The Wedding Team
Photography & Videography – Alberto e Alessandra, @alberto_alessandra, @fml_fotografia
Venue & Catering – Historic Hotel Alte Goste, @historichotel_altegoste
Floral Design – Obojes, @obojes.it
Wedding Dress – @artetcouture
Groom’s Apparel – Adriana Sposi
Custom Wood Signage – BestWeddingDay

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