i posti meno conosciuti (e da non perdere) delle dolomiti: parte 2

Era da un po’ di tempo che volevo dare un seguito al mio primo articolo sui posti meno conosciuti delle Dolomiti da non perdere, ma a convincermi definitivamente a scriverlo è stato il successo che sta riscuotendo ultimamente la mia prima rubrica di questo tipo: non passa giorno senza che quel post abbia una manciata di visualizzazioni. Questo mi rende, ovviamente, molto orgogliosa prima di tutto, e poi mi fa venire voglia di far scoprire ai mei lettori ancora altre location da mozzare il fiato nel posto che amo di più al mondo, le Dolomiti, anzi più precisamente dell’area della Val Pusteria, che è quella che conosco meglio e che esploro praticamente da quando sono nata. Perché sapete, tra quelle vette immense che sfiorano il cielo si nascondono delle meraviglie davvero inimmaginabili, e c’è molto di più da scoprire in Alto Adige dei soliti quattro/cinque posti più noti. Sia chiaro, non dico che gli spot più celebri non siano da visitare: il Lago di Braies, l’Alpe di Siusi, le Tre Cime di Lavaredo sono tanto belli da togliere il fiato, e io stessa ci torno sempre volentieri per bearmi della loro bellezza. Quello che dico è che si possono alternare a posti meno conosciuti e ugualmente belli, così da arrivare a conoscere davvero a fondo il territorio, e non solo limitarsi a usarlo come una vetrina per i like. Allora mettetevi comodi, preparati a prendere appunti e andiamo a scoprire insieme altri luoghi che amo tantissimo e che sono ancora sconosciuti alle grandi masse.

VALLE AURINA

Oggi è abbastanza difficile parlare di luoghi “selvaggi”: a meno che non ci si trovi in mezzo alle foreste dell’Alaska o nelle steppe islandesi, e questo vale anche per le nostre montagne, che sono veramente magnifiche ma che, inevitabilmente (e giustamente), mostrano la presenza dell’uomo. Esiste però una località che ancora conserva quel fascino puro e selvaggio della montagna nella sua concezione originale: si tratta della Valle Aurina, una delle più autentiche e genuine valli di tutta la regione e sconosciuta alla maggior parte delle persone. Per rendere meglio l’idea di quanto sia incredibilmente incontaminato questo angolo di Alto Adige, vi dico che la valle è racchiusa tra più di 80 montagne che superano i 3.000 metri, ed è costellata di paesini minuscoli e sperduti in mezzo alle vette. Per imboccare la strada panoramica che porta nel cuore della Valle Aurina bisogna, prima di tutto, le indicazioni che da Brunico portano a Campo Tures – quest’area, anche se compresa nella valle, prende il nome di Valle di Tures ed è più celebre grazie al castello e alle cascate che si trovano al paese – e poi proseguire in direzione Casere, l’ultimo paese della Valle Aurina prima di trovarsi davanti solamente montagne enormi e un’infinità di sentieri, che si snodano tra boschi, rocce e cascate. Man mano che si avanza verso il cuore della valle, si ha sempre più l’impressione di essere passati, con un portale, in un mondo fantasy di quelli che si trovano solo nei libri: i paesi sembrano fatati sia nell’aspetto che nei nomi (Cadipietra non non sembra un posto dove vivrebbero dei Nani?), le vette si fanno sempre più alte, la presenza dell’uomo scompare sempre di più e lascia spazio, alla fine, solo alla natura nella sua forma più pura. Immergersi nella Valle Aurina è un’esperienza mistica, che permette di entrare in contatto con le montagne in modo primordiale. Quando lascerete la valle, e tornerete nella “civiltà”, non sarete più gli stessi.

IL CONSIGLIO DI MARTY: Avrei decine di suggerimenti su questo magnifico spaccato di mondo, uno dei miei preferiti in assoluto, ma oggi mi concentrerò su tre consigli in particolare.
1. Se volete davvero vivere la Valle Aurina in tutto il suo splendore selvaggio, il consiglio è di fare l’escursione che porta alla Valle del Vento e al Rifugio Giogo Lungo, che si trova proprio ai piedi di un ghiacciaio. Vi avverto: non è difficile in senso stretto, ma è davvero faticosa perché si sale di quasi 1.000 metri di dislivello. Ma ragazzi, se ne vale la pena. Da fondo valle non immaginereste mai cosa si nasconde lassù tra le vette, a portata di sentiero: altopiani abitati solo da animali selvatici (quasi sempre incontro qualche marmotta lungo la strada), vette massicce che sfiorano il cielo, fiumi gorgoglianti, cascate massicce che si gettano dalle rocce, ghiacciai e, soprattutto, un silenzio che tocca l’anima.
2. Quando arrivate a Campo Tures, prima di immergervi nella Valle Aurina, deviate fino al paese di Riva di Tures per ammirare questo incredibile borgo arroccato a 1.600 metri e circondato dalle montagne della Valle di Riva. Vi assicuro, un posto così idilliaco e lontano dallo stress quotidiano non lo avete mai visto.
3. Raggiunto il paese di Casere, prima di proseguire fino al parcheggio dove lasciare la macchina per dedicarsi alla parte più selvaggia della Valle Aurina, vi consiglio una sosta al Berghotel Kasern: al bar di questo albergo spettacolare ho mangiato una delle fette di strudel più buone della mia vita.

LAGO DI NEVES

I segreti della Valle Aurina non sono finiti: lungo la strada che porta a Casere, infatti, si incontra un bivio che porta a uno dei segreti meglio custoditi della valle. Si tratta del Lago di Neves, uno spettacolare bacino artificiale contenuto da una diga gigantesca ( la più alta dell’Alto Adige, con i suoi 94,66 metri ammirabili dalla passeggiata sopra l’impressionante muro) e ai piedi di una spettacolare corona di vette che altro non sono che le Alpi dello Zillertal: oltre di loro, infatti, si trova proprio l’Austria. Poco conosciuto e frequentato soprattutto dagli escursionisti – da qui partono tantissime camminate stupende, come quella per il rifugio Passo Ponte di Ghiaccio -, il Lago di Neves è il luogo dove tutti dovrebbero andare per rigenerare l’anima. Verde e silenzio sono i primi dettagli che colpiscono, una natura antica e selvaggia che contrasta con lo spettacolare colore turchese dell’acqua del lago, un paesaggio incontaminato che riempie il cuore. Per raggiungere il Lago di Neves si deve prima di tutto svoltare in direzione Lappago e raggiungere il piccolo borgo di Selva dei Molini. Vi suggerisco una piccola sosta al laghetto che si trova sulla sinistra della strada, un luogo idilliaco da cui si ha una vista stupenda del paese, incorniciato dalle immense vette dello Zillertal. Poi si prosegue fino al borgo di Lappago di Sopra e, da qui, s’imbocca la ripida strada che porta fino al lago: dopo aver pagato un piccolo pedaggio (5 euro circa), si aspetta il proprio turno indicato da un semaforo, perché la via è talmente stretta che, in molti punti, non avrebbe spazio per far passare due vetture contemporaneamente. Proprio per questo, il Lago di Neve è raggiungibile solo da maggio a ottobre e chiude con le prime nevicate. Poco male, perché la stagione più suggestiva per visitarle questa valle selvaggia è proprio l’autunno, quando i larici che circondano il lago esplodono di mille colori.

IL CONSIGLIO DI MARTY:

Se non fosse abbastanza chiaro, io amo profondamente la cucina dell’Alto Adige, in particolare quella di malga, e ormai è una tradizione scoprire sempre posticini particolari dove gustare le delizie locali. Al Lago di Neves si trova una delle mie baite preferite: si chiama Jausenstation Untermaureralm, e non potete sbagliarvi perché è la prima che incontrate dopo aver lasciato la macchina al parcheggio, e il punto da cui parte la passeggiata che fa il giro del lago. Ogni volta che vado a Neves cerco di mangiare qui, perché è un posto bellissimo, la famiglia che lo gestisce è adorabile e si mangiano dei piatti strepitosi a prezzi davvero bassi. Da non perdere assolutamente l’omelette: basta vederla in foto per farsi venire l’acquolina in bocca!

PRATO PIAZZA

La Valle di Braies è conosciuta soprattutto per l’omonimo lago, e giustamente: il Lago di Braies è uno dei posti che amo di più al mondo, e merita tutta la fama che ha. Il suo enorme successo, però, ha oscurato un altro luogo davvero mozzafiato che si trova poco prima: si chiama Prato Piazza, ed è un alpeggio a 2.000 metri che offre una vista mozzafiato di massicci maestosi come Picco Vallandro, Monte Cristallo, Croda Rossa e Tofane. Questo meraviglioso angolo di mondo non può che incantare con la sua grandezza, i suoi panorami sconfinati, i boschi e le montagne immense che catturano lo sguardo ovunque si guardi. Anche in questo caso, per salire è richiesto un piccolo pedaggio (8 euro per tutta la giornata) e solitamente durante l’estate la salita è limitata (potete trovare il regolamento qui), ma vale veramente la pena organizzarsi e passare una giornata su questo bellissimo altopiano dove la natura regna sovrana, e dove dimenticare la civiltà è davvero facilissimo.

IL CONSIGLIO DI MARTY:

Se si sale dopo una certa ora, la strada per andare via è sempre aperta. Il mio consiglio è di approfittarne, salire il pomeriggio (queste foto sono state scattate a settembre, intorno alle 19:00, e guardate ancora quanta luce c’era!), percorrere con calma il sentiero – facilissimo e adatto a tutti – che porta al Rifugio Vallandro. Una volta raggiunta la malga – anche se vi fermerete mille volte lungo la strada per immortalare ogni angolo – rimanete ad ammirare il tramonto dal punto panoramico che si affaccia sul Monte Cristallo e su tutta la catena del Parco Naturale Fanes- Senes- Braies: le montagne e il cielo si tingono di mille sfumature di rosso, viola e rosa, in uno spettacolo indimenticabile. Se tornate indietro di notte niente paura, il sentiero è facile e non è per niente pericoloso, però sarebbe meglio portare delle torce per illuminare il percorso.

Dopo tanti anni passati tra queste montagne conosco ancora tanti altri luoghi: fatemi sapere nei commenti se vi interessano questo tipo di suggerimenti, e sarò felice di raccontarveli!

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