Review: The Witcher

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Era una delle serie più attese del palinsesto Netflix e, una volta arrivata, non ha certo deluso le attese, diventando in pochissimi giorni uno dei prodotti più chiacchierati della piattaforma streaming. È bella, non è bella, si capisce, non si capisce, è entusiasmante, è noiosa. Se ne sono dette di ogni tipo, ma la verità, qui, è una sola: che The Witcher non è una serie adatta a tutti. E, soprattutto, che non vuole esserlo. La storia si basa, piuttosto fedelmente, sui romanzi dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski in cui si raccontano le avventure di Geralt di Rivia, alias The Witcher – tradotto in italiano come strigo – pubblicati dal ‘93 al 2013, che hanno successivamente dato vita a fumetti, film e videogame di successo. La costruzione dei libri è precisamente quella riportata dalla serie tv: contorta, spesso su piani temporali diversi che non sono specificati, ma che vanno intuiti da indizi sparsi qua e là, piena di nomi, personaggi e luoghi e ricca, anzi ricchissima, di mostri strani e grotteschi, ispirati a molti aspetti del folklore polacco e persino a favole classiche rivisitate (anche se questo aspetto si evince più dai libri). Si capisce già da questa prima descrizione come questo sia un prodotto molto specifico, adatto a chi il fantasy lo mastica e lo conosce, e non allo spettatore medio che cerca intrighi, complotti, tradimenti e colpi di scena che può aver dato una serie come Game of Thrones, comunque estremamente complessa (almeno nei libri, sulla complessità dello show stendiamo un velo pietoso da un certo punto in poi) ma decisamente più facile da raccontare a un pubblico che non mastica fantasy, visto che gli elementi fantastici sono presenti ma non è intorno a questi che si sviluppano le vicende.

Il mondo di Geralt, invece, è quanto di più classico si possa avere dal genere fantasy: non c’è nulla di realistico, si vive in una realtà dove è normale che esistano geni chiusi in una lampada, elfi e strighi. Tutti si aspettavano un “nuovo GOT”, e forse è per questo che tanti sono rimasti delusi. Perché The Witcher è un qualcosa di completamente diverso, con personaggi che ti affascinano ma non ami subito, anzi tante volte vorresti proprio prendere a sberle. È concentrato sull’introspezione, sul valore dei sentimenti, sullo spingere chi guarda a porsi delle domande: Geralt si interroga sulla sua natura, Yennefer si tormenta per quello che le è costato ottenere il potere, ma si parla anche di morte, destino, sacrificio, amore tormentato, e lo si fa in un’atmosfera dark, cupa, a tratti grottesca che è specchio delle tenebre in cui si muovono i nostri personaggi. Certo, sono aspetti che possono piacere o meno, ma questo non li rende meno validi o meno belli. Il non assomigliare ad un altro prodotto di successo non rende qualcosa inferiore, la rende solo diversa. Va inoltre considerato che i primi due libri della saga letteraria non sono dei veri e proprio romanzi, ma una serie di racconti lunghi che servono un po’ da introduzione alla storia, a prendere confidenza con personaggi complessi e un mondo particolare. L’azione vera e propria e lo sviluppo della trama si avranno pienamente dal terzo romanzo in poi, e quindi la serie ha voluto rispettare questa struttura e usare la prima stagione come un benvenuto nel mondo di Geralt. Una promessa succulenta di quello che questa storia diventerà.

TRAMA
In un’ambientazione fantasy medievale, The Witcher racconta le avventure di Geralt, un umano mutato con erbe, torture e elisir velenosi per diventare un cacciatore di mostri potente, longevo, ma anche sterile e privo di sentimenti, e proprio questo odiato e maltrattato da tutti gli umani che incontra, nonostante lo scopo della sua mutazione sia quello di difenderli, seppur per soldi. Lo sviluppo della storia ci porterà però a capire che in fondo, Geralt, non è così privo di umanità come crede lui stesso. La passione tormentata con la potente maga Yennefer, la sua amicizia con lo scanzonato bardo Ranuncolo, il legame ancora incomprensibile con Ciri, la principessa perduta di Cintra, il codice morale che lo strigo dai capelli bianchi sembra seguire, sono tutti elementi che ci indicano il contrario e che ci portano a porre una domanda con cui lo stesso Geralt sarà costretto a fare i conti: la chiusura ai sentimenti è colpa della mutazione genetica, o questa è solo una scusa per proteggersi dal soffrire?

CURIOSITÀ 
Henry Cavill per interpretare Geralt non ha voluto nessuna controfigura: quel quintale di muscoli e tutte le abilità a lottare, cavalcare e tirare di spada sono sue al 100%!
– Molte parti della serie sono state girate nei luoghi che hanno ispirato l’autore, ovvero in Polonia. Altre location usate sono l’Ungheria, le Isole Canarie e anche nelle isole di La Palma e La Gomera.
– Il CGI è stato usato solo per realizzare i mostri, mentre per tutti gli ambienti si è preferito la ripresa dal vivo in luoghi reali.
– In tutto sono otto i libri che Andrzej Sapkowski ha dedicato alle avventure di Geralt di Rivia, due raccolte di racconti e cinque romanzi. L’ordine di lettura è: Il Guardiano degli Innocenti, La Spada del Destino, Il Sangue degli Elfi, Il tempo della Guerra, Il battesimo di Fuoco, La Torre della Rondine, La Signora del Lago e La Stagione delle Tempeste.
– La seconda stagione di The Witcher è già in programma, sarà sempre composta da 8 episodi e la sua uscita è prevista per il 2021. Quindi approfittatene e, nell’attesa, andate a leggervi i libri!

PERCHÉ GUARDARLO
È un prodotto completamente nuovo nel panorama delle serie fantasy/fantastiche, con un personaggio che rompe tutti gli schemi del classico eroe a cui siamo abituati, e che è composto da più ombre che luci. Le ambientazioni e i costumi sono molto ben realizzati, così come i combattimenti (che sono davvero clamorosi) e la colonna sonora (vi sfido a non fischiettare in modo ossessivo Toss a Coin your Witcher dopo averla ascoltata). Sulla CGI si può lavorare, ma non perdiamo le speranze, è solo la prima stagione!

CONSIGLIATO IN PARTICOLARE A…
Agli appassionati di fantasy nella sua accezione più pura, a chi mastica già il mondo di Geralt grazie ai videogiochi, agli appassionati della saga letteraria (che storceranno il naso per un paio di scelte del cast, ma che in generale non possono che essere soddisfatti).

Stagioni: 1
Dove vederlo: Netflix

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