Castelluccio di Norcia

Come avrete capito, non riesco a stare tanto tempo lontana da natura, boschi e montagne, e così con la scusa di voler godere dell’ultima neve  e delle ultime arie invernali, ho deciso di andare a visitare un posto di cui avevo sentito parlare a lungo ma dove non ero ancora mai stata: Castelluccio di Norcia, borgo dell’Umbira che con i suoi 1452 metri di altitudine è uno dei più alti d’Italia, immerso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini e alle pendici del maestoso Monte Vettore.
Bè ve lo dico: se non lo conoscete, fatevi un favore e andateci, perchè nessuna foto, nessuna descrizione, nessun video può prepararvi all’immensità e alla selvaggia bellezza di questo posto.DSCN0693

Ma andiamo con ordine.
Siccome io e i miei compagni di avventura  non scegliamo mai la via più comune, abbiamo deciso di arrivare alla Piana di Castelluccio attraverso una strada panormanica che prevedeva, come potrete immaginare, un passo di montagna.
Mai scelta fu più saggia: la provinciale, ben tenuta, si arrampica su e sempre più su verso Forca Canapine, c’è un po’ di neve fresca caduta nella notte che si è attaccata ai bordi della strada, agli alberi e alle rocce, rendendo tutto un po’ più magico.
Mano a mano che saliamo le nubi ci circondano lievi, cade qualche timido fiocco di neve, il silenzio si fa totale, ci avvolge e ci trasmette pace, niente si muove, le montagne ci guardano silenti.

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La questione comincia a complicarsi quando scavalliamo il passo: non si vede assolutamente nulla. Non solo le nuvole si sono talmente infittite da rendere tutto ciò che ci circonda nascosto da un mare di nebbia fittissima, ma la strada è in parte gelata e della piana non si vede un bel niente. Iniziamo a pensare di fare dietro front quando, improvvisamente, la cortina di nuvole si spalanca su un cielo perfettamente azzurro e sullo sconfinato panorama della piana.
Rimaniamo senza fiato: sapevamo che fosse bello, ma non ci aspettavamo una tale vista mozzafiato. La prima impressione è quella di essere stati catapultati in Islanda, non sembra più l’Italia. Piccolo piccolo sullo sfondo si scorge il borgo di Castelluccio, la nostra meta finale.

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Attraversiamo la piana contemplando la selvaggia meraviglia di questo spazio che si perde fin dove arriva lo sguardo, fino alle pendici dei monti che la nascondono e la proteggono come un prezioso gioiello.
Parcheggiato nella piccola piazza del paese cerchiamo un sentiero che avevamo visto prendendo informazioni, che sale proprio frontalmente al paese e da cui si ha una vista impressionante. E impressionati siamo rimasti.
Ci siamo seduti a fare qualche foto, a girare qualche video, e poi semplicemente a contemplare questo mondo alieno e misterioso, antico come la terra (la piana ha milioni di anni!), a immaginarlo ricoperto di fiori in primavera (infatti è famosa proprio per la fioritura primaverile), a godere del vento, del silenzio, della pace della natura.
L’uomo sembra così piccolo, da qui. Le ansie, le preoccupazioni, così lontane.
Le cose brutte del mondo ancora più stupide e insensate: davanti a tanta bellezza, a tanta pace, a me viene solo da pensare che in fondo, anche se la nostra Terra è ferita e sanguinante, è capace ancora di spettacoli che nemmeno ci immaginiamo.

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Foto di Federico De Angelis
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si, ho un debole per le foto di schiena…ma sono così belle e riflessive 🙂

Dopo aver contemplato questo spettacolo, col sole alto nel cielo che squagliava la neve caduta nella notte ma un vento freddo che ci sferzava, siamo andati a fare una passeggiata (e a mangiare qualcosa di caldo) nel delizioso paesino di Castelluccio, che io immaginavo disabitato ma che in realtà è pieno di taverne, negozi con prodotti locali (soprattutto i famosi e buonissimi legumi!) e stanze per passare la notte, cosa che sicuramente farò la prossima volta che torno: ho una necessità fisica di ammirare questa meraviglia all’alba e al tramonto. Il paese è in via di ristrutturazione, tenuto bene, pulito e tutto in pietra e legno: davvero ben sistemato e piacevole da visitare.

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Foto di Federico De Angelis

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A questo punto inizia la discesa verso casa: prima di andare via però non possiamo non fermarci un attimo sulla piana, in particolare vicino a degli specchi d’acqua naturali che danno un meraviglioso riflesso sul Monte Vettore, che anche se è incappucciato da qualche nuvola è sempre uno spettacolo impressionante nei suoi oltre 2000 metri.
Qui la sensazione di selvaggio è ancora più forte: camminando in mezzo alla piana non si vede più la strada, ci sono solo prati, laghetti e montagne fin dove l’occhio può guardare, non c’è nessuno e il silenzio domina la valle. Una sensazione di maestosità e tranquillità che spero ognuno di voi possa provare almeno una volta nella vita.

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Per finire il nostro giro, invece di fare a ritroso la strada dell’andata, decidiamo di passare da un altro passo, Forca di Presta: la strada sale dalla piana fino alle spalle del Monte Vettore, e proprio su una delle curve si passa il confine tra Umbria e Marche, contrassegnato da dei cartelli. Da questo lato il Monte è un insieme di rocce che cade a picco sulla strada, circondata da fitti boschi e splendidi panorami.
Non ci fermiamo molto perchè tira un vento tremendo, non si riesce a fare niente se non qualche foto e ripresa al volo: è un motivo in più per tornare al più presto.

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Foto di Federico De Angelis
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Foto di Federico De Angelis
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Foto di Federico De Angelis

Scoprire Castelluccio e le sue montagne è stata un’esperienza magica: mi sono innamorata della piana, del panorama così selvaggio e sconfinato. Non vedo l’ora di tornare, soprattutto per vedere la famosa fioritura: se mi è sembrato un posto incatato così, non oso immaginare come può essere con miriadi di fiori multicolori ovunque.
Non vi ho volutamente dato cenni più specifici perchè, ovviamente ho girato un video!
Spero che vi farà innamorare di questo incredibile Luogo Fantasy come è successo a me, e spero di darvi uno spunto per un nuovo posto da visitare!

Come vi dico sempre, non smettete mai di uscire dalla vostra comfort zone, saltate in macchina e andate a scoprire posti nuovi: non si sa mai cosa ci aspetta dietro l’angolo, magari un portale per un modo antico e selvaggio come nel caso di Castelluccio di Norcia.

 

Alla prossima avventura!

Marty In Fantasyland

 

2 risposte a "Castelluccio di Norcia"

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